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I consigli di BXTAR per i futuri startupper?

 

Attenzione: la lettura del post non previene le notti in bianco, i dubbi esistenziali, i weekend di lavoro e  il panico da “è tutto da rifare!”.

Non ci sono antidoti, non si prendono scorciatoie.

BXTAR ha appena compiuto un anno, il che significa che noi 4 abbiamo compiuto un anno. Il primo trascorso a trasformare un’idea, quell’idea, nella nostra start-up.

Si scrive start-up,
si legge principale argomento di conversazione, preoccupazione e soddisfazione.

Pensare a come eravamo un anno fa, chiusi nel solito bar, suscita un inevitabile senso di tenerezza e protezione. Se solo fossimo stati più preparati, se solo ci avessero detto, consigliato, suggerito.
Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, e avremmo comunque fatto gli stessi errori e raggiunto i primi obiettivi.

Non ci sono antidoti e non si prendono scorciatoie, ma ci sono alcune cose che abbiamo voglia di raccontare a chi ha la sua idea in testa e non riesce a smettere di pensarci, a chi sta raccogliendo le forze per buttarsi e iniziare.

Di prontuari è pieno il web, gugolare “consigli start-up” equivale a perdersi in un labirinto di vademecum senza fine e noi non possiamo certamente reggere il passo, però oggi abbiamo 3 cose che ci frullano in testa, che ci sembrano buoni suggerimenti o grossi cartelli di pericolo e li vogliamo mettere in fila sperando che a qualcuno possano dare una mano.

 

L’importanza dei compagni di viaggio, quelli con cui condividere gioie, dolori e fatiche.

È un dato di fatto, non si può fare tutto da soli. Anche quando si è molto bravi non si è bravi in tutto, e non si avrà mai abbastanza tempo per farlo. Non servono né amici né colleghi, ma alleati.

Persone che vanno nella stessa direzione, condividendo tempi e metodi dell’impresa. Persone capaci di confrontarsi ed esprimere dubbi, senza paura di dire non sono d’accordo, e poi pronte a lavorare duro per l’obiettivo comune.

Una start-up è una macchina che succhia energie, per questo è fondamentale essere molto onesti, con se stessi e con gli altri, sulle proprie intenzioni e sui propri limiti.

 

Obiettivi chiari e condivisi: imparare a ragionare per breve, medio e lungo termine.

Roma non è stata costruita in un giorno, e manco le startup vengono su come funghi nella notte.

Fuor di metafora, è importante capire il prima possibile che per arrivare alla meta ci sono da raggiungere numerosi traguardi intermedi. È necessario pianificare, sapere quali passi compiere e quando farlo. Ed essere pronti ad aggiornare, modificare, buttare la nostra agenda.
L’imprevisto è dietro l’angolo, la flessibilità il miglior strumento a disposizione.

 

L’equilibrio (precario) tra entusiasmo e prudenza. 

Ci sono settimane, diciamo pure mesi, in cui ci si nutre solo del proprio entusiasmo. Privarsene sarebbe non solo inutile, ma anche controproducente.
Riusciamo a fare quello che facciamo perché siamo i primi, a volte gli unici, a crederci, e solo il tempo dirà chi aveva ragione e chi torto. Nel frattempo è necessario guardare avanti, continuare a spendersi, a sbattersi e possibilmente a divertirsi, anche quando la stanchezza sembra l’unico argomento rimasto.

Non è però superfluo dirlo: sarebbe bene mantenere sempre un contatto costante con la realtà (!), l’entusiasmo non dovrebbe impedirci di vedere e prevedere un possibile schianto contro il muro.
I primi a crederci, i primi a fare autocritica.