Lavorare vista mare,
ovvero fare startup a Cagliari

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Spoiler Alert: questo non è un post che analizza il sistema delle startup innovative in Sardegna, non è un post illuminante, pieno di numeri e statistiche. È un post su di noi, perché le cose cambiano in fretta e ci piace tenerne traccia.

La digressione diventa però quasi obbligatoria, perché chi lavora isolato muore, magari lentamente ma muore, sopratutto nei settori legati all’innovazione. Vivendo e lavorando in Sardegna, siamo costretti a fare i conti con l’isolamento e parlare di noi significa sempre e comunque buttare un occhio sul contesto.

Ci piacerebbe raccontare che l’idea di BXTAR è nata in un garage, le storie delle startup famose sembrano iniziare tutte così. Invece abbiamo iniziato al bar, bevendo litri di caffè e  qualche volta un bicchiere di Prosecco.

Non è evocativo come il garage, ma ha funzionato.

In realtà all’inizio ci sarebbe andato bene qualsiasi posto, purché avesse quattro sedie e le prese per i pc. Oggi abbiamo il nostro (mezzo) tavolo da ping-pong all’interno dello spazio di coworking di The Net Valuela Digital Media Nursery che si affaccia sul porto di Cagliari. Della solitudine dei primi tempi – solo noi, le nostre idee, i nostri tentativi – non c’è più traccia, questo è il tempo della condivisione e dello scambio, il tempo del confronto.

Cagliari a volte sembra un posto lontano da tutto, una prigione dorata dalla quale è difficile uscire e nella quale non arriva quasi nulla e il paragone con altre realtà, più ricche o solo più connesse, diventa inevitabile. In realtà basta guardarsi intorno per accorgersi che questo è un ecosistema fertile, tra i migliori in Italia, e noi adesso ce ne possiamo rendere conto anche solo girando la testa a destra o a sinistra.

Il mare non è un confine, è un bel panorama sul quale alzare lo sguardo e riposare gli occhi dalla luce dei pc.