#faccedaBXTAR – Michela

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinFacebooktwittergoogle_pluslinkedin

 

BIO: classe 1986, nata a Cagliari. Capelli verdi e cuore bianconero. Amante delle parole, ben scritte e ben dette, degli spot pubblicitari, del teatro e del mare. Particolarmente sensibile al fascino delle storie, delle luci natalizie e del cibo giapponese.

Qual è il tuo ruolo in BXTAR?

M.: la targa recita CMO, attualmente mi occupo di raccontare all’esterno quello che facciamo e di costruire, insieme a Simone, l’immagine di BXTAR. Nel complesso ascolto e leggo parecchio, e scrivo abbastanza.

La tua tipica giornata di lavoro?

M.: non esiste! Dipende dal periodo, dalle scadenze che ci siamo dati, dal carico di lavoro. Dipende da quanto velocemente raggiungo i miei obiettivi, e da quanto ho bisogno di rimuginare su quello che sto facendo.

Cosa facevi prima di BXTAR? Qual è il tuo percorso?

M.: ho studiato giurisprudenza a Cagliari, poi ho deciso che il diritto non era esattamente la mia strada e mi sono trasferita a Bologna. Ho una laurea in Scienze Giuridiche, una Laurea Magistrale in Discipline dello Spettacolo dal Vivo e un Master in Progettazione Europea. In sintesi progetto, scrivo e organizzo. Ho lavorato come copy writer e web copy, mi occupo di progettazione e promozione culturale e sono presidente di un’associazione culturale.

Cosa significa per te lavorare in una startup?

M.: sicuramente voler vedere realizzato qualcosa in cui credi fortemente, anche quando gli altri storcono il naso o non capiscono. Significa essere testardi, ma anche avere la capacità di fermarsi, rivedere tutto e ricominciare dall’inizio; saper ascoltare, i propri compagni di lavoro ma anche tutti gli altri fuori, e quindi significa incassare le critiche e affrontarle. Credo voglia dire anche sentirsi parecchio orgogliosi, per tutti i passi avanti, per ogni piccolo successo, per le nuove idee!

Quali sono secondo te le qualità di uno startupper, e quali riconosci di avere?

M.: non penso esista un elenco di qualità del buon startupper, quanto meno non un elenco esaustivo. Bisogna avere voglia di imparare e di rischiare, non aver paura di sbagliare e allo stesso tempo essere in grado di mettersi in discussione, essere sensibili, nel senso di essere capaci di cogliere prima degli altri i segnali di un cambiamento. Sarebbe bene essere competenti, magari brillanti, forse però  l’unica qualità veramente indispensabile è la capacità di lavorare in team, mettendo le proprie competenze e conoscenze a servizio di quelle degli altri e impegnandosi per il raggiungimento di un obiettivo comune. Credo di poterne spuntare diverse dall’elenco, e sto lavorando per affinare le altre.

BXTAR – difficoltà, soddisfazioni e prossimi obiettivi.

M.: finora la più grossa soddisfazione è stata frutto della nostra maggior fatica. Ad un certo punto ci siamo dovuti fermare perché stavamo andando in una direzione che non ci corrispondeva più. Ce ne siamo dovuti accorgere, anche grazie alle critiche ricevute, ci siamo dovuti fare un sacco di domande e abbiamo dovuto lavorare sodo per trovare le risposte. Alla fine di questo processo avevamo per le mani il nuovo BXTAR! Per il futuro mi auguro che questa continui a essere la nostra linea d’azione, farci le giuste domande per raggiungere il nostro obiettivo: un uso più sicuro delle bici in città.