#faccedaBXTAR – Simone

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BIO: 34 anni, ultimo di tre figli, nato e cresciuto a pochi chilometri da Cagliari. Da sempre amante del mondo dell’informatica e di tutto quello che ci gira intorno. Appassionato di musica, nuove tecnologie e fotografia. Nel tempo libero i fornelli sono il suo regno e le sue ricette, almeno quelle fotogeniche, sono tutte social. Si butta a capofitto nelle nuove sfide, e BXTAR è l’ultima in ordine cronologico.

Qual è il tuo ruolo in BXTAR?

S.: sono il CEO di BXTAR, il mio contributo consiste nel coordinare il lavoro dei miei compagni d’avventura. Mi occupo di analisi dei dati statistici, dello sviluppo grafico e web, della supervisione dello sviluppo software e del design. Quindi la mia funzione principale è quella di ficcanasare nel lavoro degli altri.

La tua tipica giornata di lavoro?

S.: mi avvalgo della facoltà di non rispondere! Scherzi a parte, le mie giornate di lavoro non hanno uno schema fisso in quanto quotidianamente devo confrontarmi con le dinamiche di una start­up. Ogni giorno devo affrontare una nuova sfida e costruirci attorno la mia giornata. Il minimo comune denominatore è sempre l’impegno e la dedizione. In linea di massima la prima cosa che faccio quando arrivo in ufficio è leggere le novità relative al mondo della mobilità urbana, del ciclismo urbano e delle smart cities, per imparare qualcosa di nuovo che possa aiutarci a migliorare il nostro progetto.

Cosa facevi prima di BXTAR? Qual è il tuo percorso?

S.: facevo lo studente a mezzo servizio, il webdesigner e mi occupavo di organizzare manifestazioni motociclistiche. Il mio percorso di studi è stato molto stimolante. Ho iniziato al conservatorio alle scuole medie, e ho continuato durante tutto il periodo delle superiori. Ho preso il diploma di ragioniere programmatore poi mi sono iscritto, e laureato, in Matematica all’Università di Cagliari. Ho sempre lavorato nel mondo dell’informatica, creando il mio primo sito web a soli 18 anni, sono diventato un grafico aziendale e per qualche anno ho fatto anche il colorista di fumetti. Non mi sono neanche fatto mancare l’esperienza come insegnante di matematica alle scuole superiori.

Cosa significa per te lavorare in una startup?

S.: lavorare in una start­up significa lavorare ad un sogno, a qualcosa che ti appartiene e che vuoi portare avanti reinventandoti ogni giorno e ripensando alle tue idee, avendo il coraggio di fare un passo avanti e uno indietro pur di realizzarlo. Significa mettersi allo stesso livello di chi lavora con te, rispettando ciò che fa e impegnandoti per fornirgli tutto ciò che gli occorre per fare sempre meglio.

Quali sono secondo te le qualità di uno startupper, e quali riconosci di avere?

S.: per essere uno startupper bisogna essere capace, dinamico, attento e visionario. Capace di lavorare in team, in totale sinergia con chi ti sta accanto. Dinamico, perché devi impiegare tutte le risorse in tuo possesso. Attento a ciò che ti succede intorno e a ciò che accade nell’ambito in cui lavori. Visionario perché è indispensabile avere una visione a lungo termine di quello che stai facendo, perché un progetto può mutare ed evolvere seguendo ritmi frenetici. Io in queste caratteristiche mi riconosco totalmente.

BXTAR – difficoltà, soddisfazioni e prossimi obiettivi.

S.BXTAR è nato con un volto e un’identità ben definiti, la difficoltà maggiore è stata mettersi in discussione e ripensare al progetto, alla sua immagine e ai suoi obiettivi. La soddisfazione maggiore è stata sicuramente quella di riuscire a raddrizzare la traiettoria e procedere verso una nuova direzione, senza mai pentirci delle scelte che abbiamo fatto per arrivare dove siamo ora. Vogliamo crescere, migliorarci e rendere il progetto sempre più concreto; l’obiettivo è quello di sviluppare una tecnologia in grado di salvare la vita a tanti ciclisti urbani e magari non solo a loro. Un obiettivo ambizioso ma che sentiamo di poter raggiungere, con il giusto impegno.